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Archivio della categoria ‘Blog’

“Will it blend?” torna di attualità!

Lunedì 19 Luglio 2010 @ 12:07 - Paolo Epifani

Molti pubblicitari si scervellano costantemente nel tentativo di creare una campagna pubblicitaria originale e semplice, a basso costo e che riesca ad essere d’attualità.Trovare la formula alchemica con questi ingredienti non è semplice.

Oggi parleremo di Tom Dickson che con il suo Will it Blend? sembra aver trovato la formula pubblicitaria che coniuga semplicità, originalità e popolarità: il suo prodotto è un miscelatore/frullatore e la pubblicità ne descrive la potenza, mettendo in evidenza la forza del motore e la resistenza delle lame che possono tritare qualunque cosa, anche altri apparecchi tecnologici.

Fino a qui sembrerebbe la pubblicità del classico set di coltelli con cui possiamo tagliare un tubo di metallo con la stessa semplicità con cui sfilettiamo un pesce, ma non è così! Per capire di cosa si tratta, procediamo un passo alla volta.

Introduco Tom a chi non lo conoscesse:

Tom, il fondatore di Blendtec, l’azienda che produce il miscelatore, è diventato popolare in rete distruggendo un I-Phone, riducendolo letteralmente in polvere (in polvere?! Sì, in polvere). La pubblicità lasciò sbigottite molte persone, me compreso: pensai subito che quest’uomo fosse un folle e mi chiesi anche cose ne pensasse l’Apple. Alla fine l’Apple non disse niente (almeno ufficialmente) e la pubblicità ottenne una certa risonanza: ad oggi ha ricevuto 8.739.074 visite[fonte Viral Video Chart].

E’ interessante il titolo, retorico e provocatorio “Will it Blend?” (”ce la farà?”).

La formula usata si può riassumere cosi: “se vuoi far parlare del tuo prodotto, sconosciuto, coinvolgi nella tua comunicazione pubblicitaria prodotti già famosi (in modo intelligente e provocatorio) e riuscirai a strappargli un po’ di popolarità”.

Ma torniamo ad oggi, come mai vi sto parlando di Tom?

Durante questi mesi sono usciti tre nuovi prodotti che sono diventati subito popolari (sto parlando delle fastidiosissime Vuvuzela, dell’I-Pad e, per ultimo, lo sfortunato Iphone 4) e Tom non ha perso l’occasione per “surfare l’onda dell’attualità” e li ha tritati tutti con il suo Blender. E’ interessante vedere i video e leggersi un po’ di numeri per capire se il format funziona ancora.

Vuvuzela: la campagna è cominciata attorno al 5 Luglio e ad oggi ha ricevuto 792.103 visite.

I-Pad: la campagna è cominciata attorno al 6 Aprile e ad oggi ha ricevuto 7,788,780 visite.

I-Phone 4: la campagna è cominciata attorno al 25 Giugno e ad oggi ha ricevuto 639.187 visite.

Per dare un giudizio è ancora presto, le campagne sono appena cominciate (la rete a strascico è stata appena gettata in mare), però possiamo dire che il numero di visite è buono.

L’unica dubbio che mi rimane è: siamo sicuri che alla fine ci ricorderemo più del miscelatore che non dei prodotti tritati?

Metti alla prova la tua attenzione

Giovedì 8 Luglio 2010 @ 10:10 - Paolo Epifani

Oggi parleremo di video virali e come esempio useremo questo spot commissionato da The Mayor of London e da London Transport.

La campagna è rivolta a tutti gli automobilisti o camionisti rei di non prestare troppa attenzione agli sfortunati ed invisibili ciclisti. Il messaggio alla fine degli spot è chiaro: “Look out for cyclist” (”State attenti ai ciclisti”).

“It’s easy to miss something you’re not looking for”.

Quello che mi piace di questo video è il Modo attraverso il quale viene veicolato il messaggio :

all’utente viene chiesto di seguire con attenzione una determinata azione (i passaggi a pallone del team bianco). Poi gli viene chiesto di riguardare il video e alla fine gli viene chiesto se ha notato qualcosa di nuovo.

La prima volta che ho guardato questo filmato non mi ero assolutamente accorto dell’orso che ballava il moonwalking. Il test funziona e ci svela quanto sia facile commettere un errore di distrazione. Lo studio originale del fenomeno è stato fatto da The University of Illinois.

Ma la viralità? Vi chiederete.

Questo filmato è un ottimo esempio di viralità! Questo video è stato visto 12.178.046 (12 milioni) di volte ed è stato condiviso piu di 58.176 volte sui principali social network (fonte Viral Video Chart). Questo vuol dire che tante persone hanno visto e (probabilmente) cercato (spontaneamente?!) il filmato su internet, forse perché “ne avevano sentito parlare”. Molte persona hanno condiviso tra le loro reti sociali questo filmato perchè era divertente, interessante se non addirittura istruttivo. Mi sento di poter affermare che questo filmato è stato un successo dal punto di vista della diffusione, dato l’alto numero di visite, ma bisogna chiedersi “come è stato possibile?”. Spesso in rete si associa, erroneamente, il fenomeno della viralità all’azione spontanea degli utenti. Credo che ciò sia possibile solo quando si parla di piccoli numeri. Quando si raggiunge una diffusione pari a questo video, sono portato a credere che la spontaneità non sia sufficiente.

Bisogna ricordarsi che, contrariamente a quanto si pensa, è difficile che un contenuto (di testo, un immagine, una musica o un video) diventi popolare appena viene pubblicato in rete. La rete è un oceano ed è possibile che un’isoletta, seppur un piccolo paradiso terrestre, possa rimanere sconosciuta per molto tempo, se non per sempre.

Detto ciò, ripeto, come è stato possibile che questo video sia stato visto così tante volte?

Potremmo affermare che la qualità conta molto (Content is king, come suol dire in rete) ma questo non basta, siamo d’accordo, no!? Il video può essere fatto molto bene, la struttura narrativa simpatica, accattivante, semplice e veloce ma se il messaggio non possiede certe caratteristiche (abilmente individuati da Don Zarella) e non viene “spinto”, almeno inizialmente, con azioni di PR, tutto ciò può non bastare.

Infatti se facciamo una ricerchina tra i primi (”indpendenti”, o meglio evangelist) che hanno rilanciato questa pubblictà troviamo Seth Goldin, Gerard O’Neill, Search Engine Watch, Marketing Alternatif e molti altri. Con questo non voglio sostenere che sia impossibile che dei contenuti possono diventare popolari solo grazie al loro appeal, dico però che dietro a grandi successi spesso ci sono un insieme di fattori “tecnici” che spesso si tende a non considerare. Se un contenuto non viene “rimbalzato” all’interno di un rete di influencer, con molti contatti, difficilmente raggiungerà i livelli di popolarità di questo video.

Siete d’accordo?

Comunque, seppur con un certo grado di imprevedibilità e con una un ulteriore spesa in PR, la potenza virale di Internet apre nuovi orizzonti per i pubblicitari: consente di sviluppare dei messaggi più lunghi dei canonici 30 sec (imposti dai costi alti degli spazi pubblicitari in tv), di ricevere subito un feedback sul loro lavoro e, il punto (secondo me) più importante, se la pubblicità è fatta bene sarà vista e rivista più volte: l’utente finale, in totale autonomia, andrà a cercarla nei diversi canali (youtube, vimeo, etc…) per guardarla e per condividerla con i propri contatti, diventando egli stesso un vettore pubblicitario.

Internet rivoluziona le logiche di fruizione della pubblicità che diventa da mero veicolo di promozione a contenuto d’intrattenimento.

Internet migliora la vita?

Mercoledì 23 Giugno 2010 @ 11:58 - Paolo Epifani

Sta per arrivare il secondo appuntamento di ToscanLab, evento dedicato al web, ai social media e al mondo della comunicazione digitale. Quest’anno la sede sarà la bellissima Gispoteca dell’Istituto d’Arte di Porta Romana, sede che ospita un interessantissima raccolta di modelli in gesso in Italia, specialmente di modelli dell’Arte del Rinascimento Toscano.

L’edizione di quest’anno è intitolata “Internet Better Life”: come Internet e il Web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo.

Sono numerosi gli ospiti invitati ad animare gli interessanti workshop attivati. Qui trovate il programma del 28 e del 29 Giugno con i nomi dei relatori e gli argomenti trattati.

Le iscrizioni sono già chiuse ma sono state aperte le liste d’attesa.

Noi ci saremo e faremo reporting attraverso il nostro canale Twitter!

Stay Tuned :)

BTO 2009 – Il Day Two

Martedì 17 Novembre 2009 @ 10:33 - Roberta Leoni

Buongiorno a tutti!

Il Day 2 di questa edizione del BTO si apre con il dibattito “Blogosfera e Turismo: come interagire?”, moderato dal nostro Robert Piattelli.

Sul palco Emiliano D’Andrea di Paesi Online, Enrico Ferretti di Turismo & Consigli (vincitore del premio BTO 2009 per il Miglior Blog Turistico), Danilo Gasparrini di Babotel, Simone Genovesi di Uplink si confrontano sul tema dei Blog e del loro rapporto con albergatori.

Di sicuro, qualità esperienziale (chi viaggia si aspetta di vivere un’esperienza conforme alle proprie aspettative) e motivazione sono molto importanti e rappresentano il mix vincente per il turismo, sia online che offline.

Il fatto di essere su Facebook, di presidiare il Network è un tema davvero caldo: Social sì o Social no?

A questo proposito interviene Paolo Iabichino – OGILVYONE: in realtà per un hotel non è strettamente necessario esserci, o meglio è bene utilizzarlo solo se si ha realmente qualcosa da dire, altrimenti lasciate perdere. I Social Network, infatti, sono luoghi che non sono nati per accogliere la pubblicità.

Sono molti albergatori sostengono di voler semplicemente tornare a lavorare sulla qualità, e certamente l’attenzione al cliente quando questi arriva in albergo è un elemento estremamente più importante.

Certo che interagire anche online tramite i Social può essere un valido aiuto.

Atrapalo!

Lunedì 16 Novembre 2009 @ 21:37 - Roberta Leoni

La prima giornata di BTO si è chiusa con due interessantissimi panel di discussione: l’affascinante case history di Atrapalo e il dibattito – moderato da Giancarlo Carniani – “Social Network and Tourism: A new form of communication or another bubble?”.

Ha aperto le danze Bruno Preda di Atrapalo, azienda che ha fatto del marketing virale un efficace strumento di engagement e promozione.

Se lo vedi atrapalo! (Se vedi un’offerta acchiappala al volo!)

In tempi di crisi come rilanciare i viaggi? Atrapalo ha studiato una soluzione a dir poco originale: nel 2006 ha lanciato la campagna “La gran atrapada”, che consisteva nel mandare in giro per le città, ad orari definiti, alcuni ragazzi che correvano. Chi riusciva ad acchiapparli (atrapalo significa letteralmente “acchiappalo”) vinceva addirittura un viaggio!

Lo scorso anno è nato El Trato (Il patto): prima viaggia, poi decidi se e quanto pagare. I “patti” portati a termine sono stati quasi 500 (ne erano stati previsti 300), con oltre 42.000 utenti registrati sul sito (solo chi ha partecipato può scrivere recensioni).

Funziona? Pare proprio di sì! Grazie a convenzioni speciali con centinaia di partner (hotel, compagnie aeree, ristoranti…), Atrapalo propone ogni giorno tantissime offerte, invitando gli utenti a cercare le occasioni da acchiappare al volo. In cambio l’azienda si fa pubblicità (è il principio su cui si basa il viral marketing, il passaparola).

La formula di successo di Atrapalo sta per essere lanciata anche in Italia, dunque occhi aperti!

Il dibattito sui Social Network ha invece visto come protagonisti Annalisa Ballaira di Relactions, Scott Corey Dunbar di Sonesta Collection, Giovanna Manzi di Best Western e Maurizio Testa di Private Hotelier & Writer.

Insieme hanno cercato di fare chiarezza su un tema “caldo”: i Social Network sono una nuova forma di comunicazione o un’altra “bolla” destinata a sgonfiarsi? Una cosa importante è emersa: i social hanno cambiato il modo di interagire con gli utenti, ma da soli non bastano. Una campagna web di successo deve essere sostenuta da attività SEO e SEM mirate.

Per oggi è tutto, domani non perdetevi assolutamente il panel di discussione più atteso del BTO: il dibattito Google-Yahoo-Bing!

Chi non ha fatto in tempo ad iscriversi alla Training Session di SEO RING: “I portali turistici? ve li raccontiamo noi! Guida pratica e semiseria alla promozione attraverso i portali turistici” può seguire la discussione sul nostro Blog e su Twitter, all’indirizzo www.twitter.com/aperionfirenze

Stay tuned!


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